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Trasparenza dei fondi ai movimenti neofascisti in Ue. Il caso Pro Vita.

Un’inchiesta condotta dal quotidiano Domani ha rivelato le opache relazioni finanziarie tra l’organizzazione non-profit Pro Vita & Famiglia e il partito neofascista Forza Nuova (FN), nonché un incremento esponenziale delle donazioni a favore della prima, il cui bilancio offre scarso dettaglio finanziario. L’indagine ha portato alla luce finanziamenti e donazioni ricorrenti, tra cui assegni, bonifici bancari e l’acquisto e la fornitura di beni immobili, collegati a Pro Vita & Famiglia – anche da conti svizzeri – diretti verso FN e altri gruppi e enti di estrema destra.

Considerato che, dal 19 settembre 2024, Pro Vita & Famiglia risulta iscritta nel registro della trasparenza dell’UE come ente “non a scopo di lucro” (numero di registrazione 188449993594-21) e alla luce delle regole etiche e comportamentali previste nel codice di condotta che l’organizzazione ha firmato e si è impegnata a rispettare, nonché dell’incontro di tale ente con i deputati italiani al Parlamento europeo del 17 settembre 2024, i deputati europei del gruppo S&D hanno chiesto l’intervento della Commissione europea sull’opportunità o meno di tali finanziamenti

La Commissione Europea ha chiarito che Pro Vita & Famiglia Onlus è registrata nel registro della trasparenza dell’UE dal 19 settembre 2024. “In base alle informazioni fornite, il Segretariato del registro della trasparenza ha avviato una verifica di conformità riguardo alle informazioni riportate nella registrazione dell’organizzazione. La Commissione non è l’unica responsabile del monitoraggio delle registrazioni o della valutazione della conformità dei registranti al codice di condotta del registro della trasparenza. Solo il Segretariato del registro della trasparenza, composto da personale del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, è autorizzato a svolgere tali compiti – si legge nel testo della replica della Commissione Ue -. Il Segretariato decide sull’idoneità dei candidati e monitora il contenuto del registro, con l’obiettivo di raggiungere il miglior livello possibile di qualità dei dati, tenendo tuttavia presente che la responsabilità finale per l’accuratezza delle informazioni fornite spetta ai registranti. Il Segretariato – concludono – può rimuovere dal registro della trasparenza una registrazione qualora constati che un registrante non soddisfi più i requisiti di idoneità, inclusa l’osservanza del codice di condotta del registro”.