Propaganda elettorale: il Garante privacy vieta l’uso dei dati dei pazienti.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato due medici liguri con multe da 10.000 euro ciascuno, per aver utilizzato i dati dei pazienti a fini di propaganda elettorale. La violazione riguarda l’uso improprio degli indirizzi dei pazienti, raccolti nell’ambito dell’attività sanitaria, per promuovere le loro candidature in occasione delle elezioni comunali.
Il Garante è venuto a conoscenza dell’illegittima pratica attraverso una segnalazione e articoli di stampa. In uno dei due casi, il medico, un chirurgo oncologo, ha ammesso di aver inviato lettere elettorali a circa 50 donne con cui aveva instaurato un rapporto “più stretto e personale”, utilizzando il legame professionale per fare propaganda elettorale. Le destinatari erano tutte pazienti oncologiche e il contenuto del messaggio elettorale faceva esplicitamente riferimento alla loro condizione di salute.
Nel secondo caso, un medico di medicina generale ha inviato un’email di promozione elettorale a 500 pazienti, rivelando pubblicamente la loro condizione di salute, poiché gli indirizzi erano stati messi in chiaro e non in copia nascosta. La comunicazione di dati relativi alla salute, ha chiarito il Garante, è un’informazione particolarmente protetta dalla normativa sulla privacy, e non può essere utilizzata per scopi diversi da quelli sanitari, come nel caso della propaganda elettorale.
L’Autorità ha sottolineato che i dati personali relativi alla salute sono particolarmente sensibili e devono essere trattati esclusivamente per finalità legate alla cura del paziente, non per fini elettorali. Nonostante i due medici non avessero precedenti sanzioni o provvedimenti a loro carico, sono stati multati con una somma di 10.000 euro ciascuno.
foto di Ulrike Leone da Pixabay.com