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La libertà dei media resta sotto pressione in Ue.

Negli ultimi anni, la libertà e il pluralismo dei media, pilastri fondamentali della democrazia e dello Stato di diritto, sono stati messi sempre più a rischio in alcuni Paesi dell’Unione Europea, come ricordato dalle numerose denunce di organizzazioni internazionali sulle pressioni politiche, intimidazioni ai giornalisti e restrizioni nell’accesso alle informazioni.

In Ungheria, i media pubblici e privati sarebbero sotto il controllo di entità vicine al governo, mentre in Italia e Romania i media di Stato vengono talvolta accusati di essere strumenti di propaganda. Ma, guardando al corpo di calls europee e bandi nazionali e regionali nei vari Paesi europei, il sostegno al pluralismo dei media continua a rimanere lettera morta, con miliardi di euro dirottati verso i soliti media mainstream, a discapito dei mezzi di comunicazione indipendenti.

Difficile, però, riscontrare la minima ammissione di colpa dalla Commissione von der Leyen, chiamata a intervenire sul tema della libertà dei media in Europa. La commissaria Henna Virkkunen, infatti, ha ricordato autoreferenzialmente che grazie alla “relazione sullo Stato di diritto della Commissione Ue” dal 2020 è stato possibile “individuare problemi emergenti e proporre raccomandazioni ai governi nazionali”. I risultati si vedono…

Bisognerà, forse, attendere l’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act, in programma il prossimo l’8 agosto 2025, per vedere se il monitoraggio continuo e indipendente del mercato dei media nell’UE, in collaborazione con accademici specializzati e ricercatori nazionali, porterà a qualche nuova iniziativa della Commissione per tutelare il pluralismo dei media. Ma, guardando il pregresso, ogni slancio di ottimismo è poco credibile, visto anche che sul tema, la Commissione non intende introdurre ulteriori misure. E se lo dice la stessa Virkkunen qualcosa vorrà dire.

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2025 – Source : EP