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La Commissione sotto accusa per i finanziamenti alle lobby green.

Continua, anche se se ne parla poco (d’altronde serviranno a qualcosa i milioni di euro erogati dal trilogo europeo ai media in Europa) il filone di indagine sui fondi alle lobby green in Ue. È emerso recentemente che la Commissione europea avrebbe finanziato gruppi di pressione attraverso il Programma per l’Ambiente e l’Azione per il Clima (LIFE), con l’obiettivo di promuovere la mobilità elettrica.

A mettere in evidenza tali interrogativi, dopo lo scandalo Timmermans, è stato l’eurodeputato Markus Buchheit del gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane, critico verso i possibili conflitti di interesse e sulla trasparenza di tali operazioni.

Nel suo intervento Buchheit, ha interrogato la Commissione per sapere in che misura l’assegnazione di fondi a ONG con il compito di influenzare le decisioni degli eurodeputati sia compatibile con la separazione dei poteri e il principio democratico e se vi sia all’orizzonte l’intenzione di rivedere i contratti già in essere con le ONG finanziate dal programma LIFE.

In risposta, la Commissione ha chiarito che il programma LIFE fornisce supporto finanziario alle ONG per favorire la partecipazione della società civile alle politiche ambientali, in conformità con il regolamento LIFE e il Regolamento finanziario dell’UE. Tuttavia, ha sottolineato che i contributi assegnati non impongono alle ONG di influenzare in modo specifico il processo legislativo o singoli membri del Parlamento europeo.

Pur rispettando le norme vigenti, Bruxelles riconosce che iniziative dirette verso le istituzioni europee e i loro rappresentanti possano generare rischi reputazionali. Per questo motivo, la Commissione ha introdotto nuove linee guida per i futuri finanziamenti, specificando le attività che non potranno essere finanziate con fondi dell’Unione.

La Commissione ha inoltre ribadito il suo impegno per la trasparenza, pubblicando annualmente i dati relativi ai finanziamenti concessi alle ONG nel sistema di trasparenza finanziaria dell’UE e sul sito del programma LIFE.

Infine, Bruxelles ha dichiarato di non aver riscontrato violazioni delle norme nei contratti attualmente in vigore e, di conseguenza, non ritiene necessario annullarli. Eventuali modifiche ai contratti in essere potranno avvenire solo su base consensuale con i beneficiari. Tuttavia, dato che la maggior parte dei finanziamenti LIFE con programmi dettagliati è scaduta alla fine del 2024, la Commissione si impegna a garantire l’applicazione delle nuove linee guida nei futuri bandi di finanziamento.

L’episodio, nonostante le “rassicurazioni” dell’Esecutivo von der Leyen, solleva nuovamente il dibattito sulla trasparenza e sul ruolo delle lobby nelle istituzioni europee, alimentando il confronto politico sulla gestione dei fondi comunitari.

foto Denis Lomme Copyright: © European Union 2022 – Source : EP