Energia da fonti rinnovabili: procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.
Nel dicembre 2024, un’interrogazione scritta, firmata da numerosi esponenti del gruppo S&D, ha messo in luce le misure adottate dall’Italia per il raggiungimento degli obiettivi europei in tema di energia rinnovabile, alla luce delle normative europee recenti.
La direttiva (UE) 2023/2413 stabilisce che, entro il 2030, almeno il 42,5% dell’energia consumata nell’Unione Europea provenga da fonti rinnovabili, includendo misure per semplificare le procedure amministrative e autorizzative. In risposta a questa direttiva, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2024 dell’Italia si prefigge di raggiungere un obiettivo del 39,4% di energia rinnovabile entro il 2030, con un ulteriore incremento di 80 GW di capacità, previsto nel decreto “Aree idonee” del 21 giugno 2024.
Tuttavia, la gestione della questione è affidata alle Regioni, un aspetto che solleva preoccupazioni circa la possibile disomogeneità nelle applicazioni delle normative e l’incertezza per gli investitori. In particolare, l’articolo 7, comma 3, del decreto permette alle Regioni di definire le distanze dalle aree protette, un aspetto che potrebbe rendere il territorio nazionale inidoneo per gli impianti rinnovabili. Inoltre, il decreto legge “Agricoltura” (63/2024) ha limitato il fotovoltaico a terra nelle aree agricole, influendo negativamente sui costi e sulla produzione di energia. Altre difficoltà emergono dal testo unico “Rinnovabili” (decreto legislativo del 25 novembre 2024), che introduce ulteriori complessità autorizzative, come l’obbligo di titoli edilizi per i vani tecnici necessari agli impianti.
La Commissione europea, nella replica del commissario Dan Jorgensen del 20 marzo 2025, ha sottolineato che uno degli obiettivi principali del Piano d’Azione per l’energia a prezzi accessibili, adottato il 26 febbraio 2025, è proprio quello di accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili, per ridurre i costi energetici per i consumatori. La Commissione ha ribadito l’importanza di accorciare i tempi di autorizzazione, promuovendo l’attuazione tempestiva delle normative europee. A questo proposito, la direttiva sulle energie rinnovabili stabilisce che le procedure nazionali di autorizzazione, certificazione e rilascio delle licenze siano proporzionate e non limitino indebitamente lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili.
La Commissione ha anche avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento della direttiva (UE) 2023/2413 nel diritto nazionale e sta valutando le misure adottate dal Paese. Inoltre, come previsto dal regolamento sulla governance (UE) 2018/1999, gli Stati membri sono tenuti a presentare i loro piani nazionali per il raggiungimento degli obiettivi europei, e la Commissione sta attualmente esaminando il Piano Nazionale dell’Italia, presentato il 1° luglio 2024.
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