Editori coraggiosi.
Bisogna essere dei pazzi, oppure bisogna amare visceralmente questo lavoro e percepire, ogni giorno che passa, che questo amore iniziato diversi anni orsono non è cambiato di una virgola. Per puro spirito campanilistico in questo articolo citeremo la casa editrice sarda Amicolibro, e i loro fondatori Carmen Salis e Roberto Sanna, entrambi con vent’anni e più di attività nel mondo dell’editoria, dapprima come colleghi nella stessa casa editrice e poi soci in questa da loro fondata nel 2013. Amicolibro fa parte della numerosa schiera di “piccole case editrici” che grazie alla loro presenza, fanno si che, nell’ormai inflazionato business del libro, ci sia ancora una romantico seppur fioca luce. Un numeroso gruppo di Don Chisciotte che giornalmente si ritrovano davanti a loro, mulini a vento sempre più imponenti. Giganti che diventano sempre più grandi e potenti, che si coalizzano, che fanno alleanze, che gestiscono tutta la filiera, dalla stampa fino alla distribuzione in catene di numerose librerie, sempre loro. Agli altri, restano le briciole, ogni tanto.
Restare a galla significa, mantenendo la metafora acquatica, avere la consapevolezza che non si potrà mai fare il passo più lungo della gamba, significa essere lungimiranti e avere pazienza. Significa soprattutto trasmettersi reciprocamente l’ingrediente fondamentale, l’entusiasmo delle persone che lavorano a quel libro, autore compreso. Impegno costante, sette giorni su sette, con la speranza, che l’esordiente di turno, riesca ad entrare, un giorno, dentro il mulino a vento, e che nel frattempo dovrà affrontare l’onore e l’onere delle presentazioni che rendano visibile la pubblicazione almeno nel comune di residenza.
Facciamo qualche numero e prendiamo come esempio la nostra Amicolibro, che dal suo esordio ha sfornato 200 titoli, e attualmente ha sotto contratto 150 autori. Ha una media annuale tra i 15-20 titoli pubblicati. Numeri importanti di chi fa parte della cosiddetta “piccola editoria” in un periodo dove si legge sempre meno al fronte però del numero di pubblicazioni sempre più alto. Nel 2025 si calcola che si toccherà il tetto di 100.000.
Il problema non è tanto il libro che si scrive, un romanzo anziché un saggio, quanto chi gestisce questo mondo, chi li scrive, li pubblica e li fa circolare. Una costante e abnorme offerta che creerebbe problemi a qualsiasi categoria merceologica. La vita di un libro è di 30 giorni, dopo di che viene considerato un prodotto che non vende e quindi, sotto con un altro prodotto. Questo circolo vizioso ovviamente può essere sostenuto da chi può permettersi di mandare al macero migliaia di copie non vendute. Da anni non si parla più di editoria pura ma di holding e di organismi a cui i conti torneranno, sempre.
Nei primi dieci mesi del 2024, sono state vendute un milione 700 mila copie in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Uno studio di Nomisma del giugno dello stesso 2023, rendeva noto che il 30% dei libri pubblicati non vendeva una sola copia o al massimo ne vendeva una e che il 35% raggiungeva le 10 copie vendute.
E poi ci sono i grandi premi “moltiplicatori”. Vincere lo Strega ad esempio, negli ultimi 10 anni, ha portato la pubblicazione ad aumentare del 523% le proprie vendite. Lungi dal creare qualsiasi polemica o mettere in dubbio la capacità degli autori, ma se avrete la pazienza di leggere l’elenco, probabilmente vi torneranno in mente le holding di cui sopra.
Onore quindi, ai “piccoli” perchè continuano a svolgere l’importantissimo lavoro di investire sui giovani e sugli emergenti, contando sempre sulle poche risorse non certo paragonabili ad altre realtà, ma avendo sempre acceso quell’entusiasmo che invece, sempre in altri elevati contesti, probabilmente non conoscono più.
Un plauso ai “piccoli” che si sforzano ogni giorno per far emergere la loro voce. Sacrifici ed entusiasmo che faranno però da garanzia a chi deciderà di farsi condurre nell’intricato mondo qual è quello dell’editoria, non per vedere esaudito il sogno del nome che campeggia sulla copertina di un libro, ma avere la certezza che la sua storia è importante da essere pubblicata ed introdotta nel mercato con la speranza che venga letta da tante altre persone.
Grazie a tutti gli editori coraggiosi e a tutti quelli che fanno parte del “grande mondo” della “piccola editoria”, relegati obtorto collo ad essere considerati con un eufemismo “di nicchia”, ma guidati da quella passione che continuerà a creare indimenticabili emozioni, libro dopo libro.