Costi eccessivi per la modifica dei nomi sui biglietti aerei: si fa melina in Europa.
Le compagnie aeree europee – basta prenotare un biglietto per rendersene conto -, continuano a imporre tariffe spropositate per la modifica dei nomi sui biglietti aerei, penalizzando i passeggeri con costi esorbitanti anche in caso di semplici errori di battitura. È quanto denunciato dall’eurodeputata Lara Wolters, che ha sollevato la questione con un’interrogazione scritta alla Commissione Europea.
Il problema è noto ai viaggiatori: al momento del check-in, un errore nel nome può costare caro. Alcune compagnie richiedono un costo amministrativo fisso, mentre altre – come Vueling – applicano un sistema ancora più oneroso, aggiungendo anche la differenza di prezzo tra il vecchio e il nuovo biglietto. Ryanair, ancora, ammette la modifica gratuita solo per un massimo di 3 caratteri. Il risultato? Costi che spesso superano il prezzo originale del volo.
La Commissione Europea ha riconosciuto il problema, sottolineando che le compagnie aeree hanno diritto a far pagare le modifiche solo quando il biglietto viene effettivamente trasferito a un altro passeggero. Tuttavia, Bruxelles ha già tentato di arginare queste pratiche nel 2013, proponendo modifiche al Regolamento (CE) n. 261/2004 per garantire la correzione gratuita degli errori ortografici nei nomi dei passeggeri. Dopo anni di stallo, il dossier è tornato sul tavolo del Consiglio UE nel gennaio 2025, sotto la presidenza polacca, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro giugno.
La questione rientra nell’ambito delle normative europee sulla tutela dei consumatori. Secondo la Direttiva sulle Clausole Vessatorie (93/13/CEE) e quella sulle Pratiche Commerciali Sleali (2005/29/CE), le condizioni contrattuali devono essere eque e trasparenti. Se ritenute abusive, le clausole che impongono costi sproporzionati ai consumatori non sono valide. Spetta ora alle autorità nazionali (lasciate ogni speranza o voi che viaggiate) garantire il rispetto delle norme e impedire che i viaggiatori continuino a essere penalizzati ingiustamente.