Uranio impoverito in Sardegna, Bajada: “Studi sollevano preoccupazioni”.
Qualcuno a Bruxelles si ricorda delle questioni sarde. Non essendoci più un rappresentante sardo al Parlamento europeo (gli eurodeputati siciliani – tranne rare eccezioni storicamente hanno altro a cui pensare), ha destato sorpresa l’ultima interrogazione di Thomas Bajada del gruppo S&D, sulla questione dell’uranio impoverito in Sardegna.
“Diversi studi condotti a Salto di Quirra, in Sardegna, hanno sollevato preoccupazioni sui rischi per l’ambiente, la sicurezza alimentare e la salute umana – scrive Bajada -. Nel 2010, una commissione tecnica di esperti del Senato italiano (III Commissione Uranio impoverito, DU) ha suggerito la potenziale presenza di alti livelli di torio, cadmio e piombo nel suolo. La relazione veterinaria del 2010 dell’azienda sanitaria locale di Cagliari e Lanusei – porsegue – ha avvertito che queste sostanze potrebbero essere entrate anche nella filiera alimentare locale. Inoltre, la III Commissione DU del Senato ha segnalato livelli elevati di particolato PM 10 e PM 2,5 nell’area e la presenza di nanoparticelle antropogeniche nei tessuti umani”.
Alla luce delle direttive sulla qualità dell’aria ambiente, della direttiva sulla responsabilità ambientale, della direttiva sulla criminalità ambientale e della direttiva sulle emissioni industriali, l’esponete del gruppo S&D ha quindi chiesto alla Commissione di riferire sull’intenzione di indagare sulle possibili correlazioni tra l’elevato numero di casi di leucemia e tumore segnalati a Quirra e la contaminazione ambientale e se sarà invocato dall’Esecutivo von der Leyen il principio di precauzione sulla base delle relazioni effettuate nell’area negli ultimi lustri.
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